cPanel vs Plesk

Quando si sceglie un servizio di hosting per il proprio sito web, ci si imbatte spesso in due nomi famosi: cPanel e Plesk. Si tratta dei due pannelli di controllo più diffusi nel settore del web hosting, strumenti che permettono di gestire in modo semplice e intuitivo server, siti e domini senza dover ricorrere a comandi complessi.

Molti fornitori di hosting (come Hostingfy) offrono piani che utilizzano uno di questi pannelli come interfaccia principale per l’utente.

Per chi non ha familiarità con questi strumenti, la scelta cPanel vs Plesk può risultare confusa.

cPanel vs Plesk: panoramica generale

Sia cPanel che Plesk sono pannelli di controllo web progettati per facilitare la gestione di un server o hosting senza competenze avanzate di amministrazione di sistema.

Con entrambi gli strumenti l’utente può eseguire operazioni come la gestione di domini e sottodomini, la creazione di account FTP e caselle email, la configurazione di database MySQL e l’installazione di applicazioni web (ad esempio CMS come WordPress) tramite procedure guidate.

A livello di funzionalità di base, cPanel e Plesk offrono strumenti molto simili: entrambi consentono di amministrare tutti gli aspetti di un sito web da un’interfaccia grafica.

Offrono infatti funzioni per il file management (gestione dei file sul server), la gestione DNS, la pianificazione di backup, la consultazione di statistiche e l’implementazione di misure di sicurezza.

Tuttavia, esistono alcune differenze chiave nella loro impostazione e nelle caratteristiche avanzate offerte.

Ad esempio, cPanel è strettamente legato all’ambiente Linux ed è spesso considerato lo standard di settore, mentre Plesk è noto per la compatibilità anche con sistemi Windows e per un’interfaccia più moderna e modulare. Di seguito un confronto generale tra i due pannelli.

CaratteristicacPanelPlesk
Sistemi operativi supportatiLinux (es. CentOS, AlmaLinux, Ubuntu)Linux e Windows (compatibile anche con Windows Server)
Interfaccia utenteLayout a icone tradizionale; separa pannello utente (cPanel) e gestione server (WHM)Interfaccia moderna e unificata; pannello unico con menu intuitivo simile a un CMS
Funzionalità avanzateInstallatore applicazioni (es. Softaculous), supporto a plugin di terze partiEstensioni integrate (es. supporto a Docker, Git), toolkit dedicati (es. WordPress Toolkit)
Gestione multi-sitoTramite account separati (ogni sito ha il suo login cPanel) o domini aggiuntivi su un unico accountGestione di più siti da un unico pannello con abbonamenti multipli per utente
SicurezzaStrumenti integrati (cPHulk, ModSecurity, AutoSSL) e aggiuntivi (antivirus, firewall esterni)Sicurezza potenziata con moduli inclusi (Fail2Ban, advisor di sicurezza) e aggiornamenti automatici
BackupBackup manuali o programmati tramite WHM; ripristino manuale dal pannello utenteBackup automatici pianificabili da pannello con possibilità di ripristino con un clic
LicenzaA pagamento (costo basato sul numero di account cPanel)A pagamento (costo basato sul numero di domini gestiti)

Che cos’è cPanel

cPanel è un pannello di controllo per hosting sviluppato originariamente per sistemi Linux (come distribuzioni CentOS, CloudLinux, AlmaLinux). Offre un’interfaccia grafica basata su icone organizzate per categorie (es. File, Database, Email, Dominio, Sicurezza), che consente agli utenti di gestire facilmente tutti gli aspetti del proprio spazio web.

Grazie alla sua lunga presenza sul mercato (dagli anni ’90), cPanel è diventato uno degli strumenti più diffusi e riconoscibili nel mondo dell’hosting.

Una caratteristica distintiva di cPanel è la separazione tra il pannello utente e il pannello di amministrazione del server (chiamato WHM, Web Host Manager). Questo consente ad esempio ai provider e ai rivenditori di hosting di gestire più account cPanel in modo centralizzato tramite WHM, mentre ogni cliente finale accede solo al proprio cPanel individuale per amministrare il suo sito.

cPanel supporta nativamente l’integrazione con numerosi strumenti esterni (come autoinstallatori di script, certificati SSL tramite AutoSSL, ecc.) ed è apprezzato per la sua stabilità e il vasto supporto comunitario (documentazione, forum di utenti, tutorial online).

Che cos’è Plesk

Plesk è un pannello di controllo hosting lanciato nei primi anni 2000 e progettato per funzionare sia su Linux che su Windows.

Questa compatibilità multi-piattaforma lo rende la scelta naturale per ambienti Windows (ad esempio per gestire siti con tecnologie ASP.NET o database MSSQL), dove cPanel non è disponibile.

L’interfaccia di Plesk è spesso considerata più moderna e pulita, con un design che ricorda quello di un CMS come WordPress: menu laterale, dashboard centralizzata e strumenti facilmente accessibili.

Plesk consente di gestire più siti web dallo stesso pannello attraverso il concetto di abbonamenti (subscriptions) assegnati a un utente. Ciò significa che un singolo cliente può avere diversi domini/siti all’interno della stessa interfaccia Plesk, senza dover effettuare login separati per ciascun sito.

Questa gestione unificata è un vantaggio per chi amministra molteplici progetti.

Nel corso degli anni Plesk ha ampliato la propria gamma di funzionalità aggiungendo estensioni pronte all’uso.

Tra le più apprezzate vi sono il WordPress Toolkit (un set di strumenti avanzati per gestire e mettere in sicurezza siti WordPress), il supporto integrato a Docker e Git per sviluppatori, e numerosi altri plugin per e-commerce, gestione cache, antivirus, ecc.

Plesk offre inoltre un pannello di controllo in italiano e una documentazione estesa, risultando anch’esso molto intuitivo per l’utente finale.

Interfaccia e facilità d’uso

L’interfaccia utente e la facilità d’uso sono fattori chiave nella scelta di un pannello di controllo, soprattutto per chi è meno esperto. Un layout chiaro e organizzato aiuta a trovare rapidamente le funzioni desiderate, riducendo il tempo necessario per gestire il proprio hosting.

Sia cPanel che Plesk presentano interfacce grafiche complete, ma differiscono nello stile e nell’organizzazione dei menu, il che può influire sull’esperienza d’uso.

In generale cPanel adotta un approccio più tradizionale, mostrando molte icone suddivise per categorie in una singola pagina scrollabile.

Questo aspetto può apparire leggermente datato, ma risulta familiare a moltissimi utenti. Ciò accade anche perché cPanel da anni è uno standard di mercato e molti tutorial online mostrano proprio quell’interfaccia.

Plesk, dal canto suo, offre un look & feel più moderno e minimalista: utilizza un menu laterale per navigare tra le sezioni (Siti web, Posta, File, Database, ecc.) e una dashboard centrale che riassume le informazioni principali. L’approccio di Plesk viene spesso paragonato a quello dei CMS come WordPress per la sua struttura a pannello unico.

Per quanto riguarda la facilità d’uso, la preferenza dipende dall’utente: alcuni trovano l’interfaccia di cPanel molto intuitiva grazie alla suddivisione per icone, altri prediligono la pulizia di Plesk.

Entrambi i pannelli permettono comunque di svolgere le stesse operazioni e, dopo un breve periodo di apprendimento, qualsiasi utente medio è in grado di muoversi con disinvoltura sia su cPanel che su Plesk.

Interfaccia di cPanel

L’aspetto classico di cPanel si caratterizza per la presenza di un cruscotto principale suddiviso in icone raggruppate per categorie. Appena effettuato il login, l’utente vede una pagina unica con sezioni come File, Database, Posta, Dominio, Sicurezza, ecc.

Cliccando sulle varie icone si accede alle sottopagine dedicate (ad esempio, cliccando su “File” si può aprire il File Manager per esplorare i file del sito).

L’organizzazione a icone in cPanel rende inizialmente molto immediato individuare le funzioni, poiché tutte le opzioni principali sono visibili a colpo d’occhio scorrendo la pagina.

Tuttavia, la grande quantità di strumenti disponibili può risultare un po’ schiacciante per un principiante, dato che l’interfaccia di cPanel tende a mostrare tutto insieme.

Fortunatamente è presente una barra di ricerca in alto che aiuta a filtrare rapidamente la funzione desiderata digitandone il nome.

Interfaccia di Plesk

L’interfaccia di Plesk accoglie l’utente con una dashboard pulita e strutturata. Nel pannello principale vengono mostrati i siti attivi, lo stato delle risorse (ad esempio utilizzo di CPU, RAM, spazio disco) e collegamenti rapidi alle funzioni più utilizzate.

Sul lato sinistro è presente un menu di navigazione che permette di accedere alle varie sezioni. Ad esempio, la sezione “Siti Web e Domini” consente di gestire i domini associati, “Posta” per la gestione delle email, “File” per aprire il file manager e così via.

Questo layout a pannello unico rende l’esperienza utente molto coerente.

Invece di dover tornare alla home e cercare tra decine di icone, in Plesk si naviga tra le sezioni tramite il menu, mantenendo sempre visibile la barra laterale.

Per molti utenti ciò risulta più ordinato e meno dispersivo, specialmente quando si gestiscono più siti dallo stesso account.

Va notato che Plesk offre anche un pratico motore di ricerca interno (in alto) per trovare velocemente impostazioni o funzionalità specifiche.

Funzionalità e integrazioni

Dal punto di vista delle funzionalità, sia cPanel che Plesk offrono tutto il necessario per gestire un sito web e gli aspetti collegati.

Entrambi includono strumenti per gestire domini e sottodomini, account email, database, utenti FTP, certificati SSL (HTTPS), backup e così via. Tuttavia, ciascun pannello presenta alcune caratteristiche uniche o implementa certe funzioni in modo diverso, il che può influire sulle preferenze di utenti con esigenze specifiche.

cPanel tende ad affidarsi molto all’integrazione con plugin e software di terze parti per estendere le sue funzionalità.

Ad esempio, l’installazione di applicativi come WordPress, Joomla o altri CMS avviene tipicamente tramite installer esterni come Softaculous, integrato nell’interfaccia.

Plesk, invece, offre diverse estensioni ufficiali pronte all’uso direttamente nel pannello: dispone tra l’altro di tool dedicati come WordPress Toolkit (per gestire e ottimizzare siti WordPress) e moduli per tecnologie come Docker e Git, il tutto senza bisogno di configurazioni manuali aggiuntive.

Un’altra differenza è la gestione degli aggiornamenti e dei componenti software: Plesk consente di aggiornare componenti del sistema (PHP, server web, database, ecc.) direttamente dall’interfaccia tramite il suo catalogo di estensioni.

Su cPanel, invece, molte di queste operazioni sono delegate all’amministratore di sistema via WHM oppure a plugin specifici.

Va detto però che per l’utente finale su un hosting condiviso queste differenze sono poco percepibili, poiché entrambe le piattaforme permettono di compiere le medesime attività quotidiane (caricare file, creare database, installare CMS, gestire email) in modo affidabile.

Funzioni principali di cPanel

Oltre alle funzioni di base già menzionate (gestione file, database, email, ecc.), cPanel offre un ecosistema consolidato di strumenti. Tramite l’interfaccia è possibile:

  • Selezionare la versione di PHP preferita per il proprio sito (se il provider lo consente), garantendo compatibilità con vari applicativi.
  • Utilizzare autoinstallatori come Softaculous per installare con pochi clic CMS popolari (WordPress, Joomla, Drupal) o altre applicazioni.
  • Gestire in dettaglio le impostazioni di PHP (ad esempio modificare i parametri php.ini) attraverso il modulo MultiPHP Manager.
  • Monitorare le statistiche del sito e del traffico con strumenti integrati come AWStats o Webalizer.
  • Configurare cron job (attività programmate) per eseguire script o operazioni a intervalli regolari.

cPanel è molto apprezzato per il suo sistema di backup e ripristino (se abilitato dal provider), che consente agli utenti di generare facilmente backup completi del proprio spazio web (file, database, email) con pochi clic.

Molti provider integrano inoltre cPanel con plugin di sicurezza e ottimizzazione (ad esempio firewall, scanner antivirus, tool di caching) per arricchire ulteriormente le funzionalità a disposizione dell’utente.

Funzioni principali di Plesk

Anche Plesk include tutte le funzionalità standard (gestione di file, database, posta elettronica, ecc.), ma si distingue per alcuni strumenti integrati pensati per semplificare la vita a webmaster e sviluppatori. In particolare, attraverso Plesk è possibile sfruttare:

  • Il WordPress Toolkit, un pannello dedicato alla gestione avanzata di siti WordPress (installazione, clonazione, aggiornamenti core e plugin, impostazioni di sicurezza specifiche, staging per testare modifiche).
  • Il supporto integrato per Docker: Plesk consente di avviare e gestire container Docker direttamente dal pannello, scegliendo immagini dal catalogo pubblico.
  • L’integrazione con Git: è possibile collegare repository Git e implementare facilmente il deploy di applicazioni web tramite controllo di versione.
  • Un sistema di aggiornamenti automatici per componenti di sistema e applicazioni: Plesk può tenere aggiornati PHP, database, server web e persino applicativi come WordPress grazie a task schedulati.
  • Un gestore di estensioni (Extension Catalog) che permette di aggiungere funzionalità extra al pannello (ad esempio tool per SEO, integrazioni con servizi cloud, antivirus avanzati) in pochi clic.

Da non dimenticare, inoltre, che Plesk mette a disposizione strumenti per gestire più siti in maniera efficiente.

Ad esempio, tramite la funzione multi-sito e i profili utente si possono assegnare permessi differenti a collaboratori su specifici domini, oppure definire pacchetti di risorse separati per ogni sito (utile per rivenditori o contesti multi-tenant).

L’ampio catalogo di estensioni di Plesk copre quasi ogni esigenza, rendendo il pannello molto flessibile e adattabile a vari scenari.

Compatibilità e prestazioni

La compatibilità con diversi sistemi operativi e l’efficienza in termini di prestazioni sono altri aspetti da considerare nella scelta tra cPanel e Plesk. Ogni pannello ha requisiti e ottimizzazioni proprie in base all’ambiente in cui opera.

Se si possiede già un server o si intende utilizzare un particolare sistema operativo, la disponibilità del pannello su quella piattaforma può determinare la scelta.

Dal punto di vista delle prestazioni, è utile capire se uno dei due pannelli risulta più leggero in termini di consumo di risorse (RAM, CPU) o se offre una maggiore reattività nell’uso quotidiano.

In generale, però, cPanel e Plesk sono prodotti maturi e ottimizzati: su server moderni entrambi funzionano in modo fluido e l’eventuale differenza di performance è minima, percepibile solo in scenari con risorse molto limitate.

Sistemi operativi supportati

Per quanto riguarda la piattaforma, cPanel è progettato esclusivamente per ambienti Linux.

Storicamente era compatibile solo con alcune distribuzioni come CentOS, ma oggi supporta ufficialmente sistemi come CloudLinux, AlmaLinux, Rocky Linux (fork di CentOS) e in parte Ubuntu LTS.

Non esiste invece una versione di cPanel per server Windows: ciò significa che se si necessita di un hosting Windows (ad esempio per applicazioni ASP.NET o database MSSQL), cPanel non sarà un’opzione.

Plesk, al contrario, è disponibile sia per Linux che per Windows.

Può essere installato sulle principali distribuzioni Linux (AlmaLinux/Red Hat, Debian/Ubuntu, ecc.) e dispone anche di una versione per Windows Server (con supporto a IIS per la gestione di siti ASP.NET).

Questa flessibilità rende Plesk la scelta obbligata in contesti Windows e un’alternativa valida anche su Linux.

Performance e utilizzo delle risorse

Sotto il profilo delle performance pure, cPanel e Plesk offrono prestazioni simili se installati su server con specifiche hardware equivalenti. Entrambi consumano una certa quantità di RAM e CPU per funzionare, ma si tratta di un overhead ragionevole per i servizi che forniscono.

In passato alcuni amministratori ritenevano cPanel più leggero rispetto a Plesk su Linux, mentre Plesk veniva giudicato più pesante a causa della sua maggiore modularità (soprattutto nelle versioni più datate). Le versioni attuali di Plesk hanno però migliorato l’ottimizzazione, e oggi la differenza in termini di velocità di caricamento del pannello o impatto sulle risorse è praticamente trascurabile.

Conta molto di più la configurazione del server sottostante: ad esempio l’utilizzo di dischi SSD/NVMe, una buona quantità di RAM e CPU moderne garantisce fluidità in entrambi i pannelli. Inoltre, molte ottimizzazioni dipendono dal sistema operativo e dai servizi web sottostanti (come il web server Apache o Nginx, il database MySQL/MariaDB, ecc.), che sono comuni ad entrambi gli ambienti.

Sicurezza e backup

La sicurezza è una priorità assoluta per qualsiasi servizio di hosting, e sia cPanel che Plesk forniscono diversi strumenti per proteggere i siti e i dati degli utenti.

Entrambi i pannelli permettono di gestire certificati SSL/TLS per abilitare HTTPS, offrono sistemi di autenticazione a due fattori (2FA) per gli accessi amministrativi e dispongono di meccanismi di difesa base contro attacchi brute force (ad esempio bloccando IP sospetti dopo troppi tentativi di login).

Oltre alle funzioni intrinseche, cPanel e Plesk possono integrarsi con plugin o servizi esterni per potenziare la sicurezza: antivirus per scansione malware, firewall applicativi, monitoraggio e così via.

Plesk include già di default moduli avanzati come Fail2Ban (blocco automatico di IP malevoli) e un advisor di sicurezza che aiuta a identificare configurazioni deboli, mentre cPanel spesso richiede l’installazione manuale di plugin analoghi per raggiungere lo stesso livello di protezione.

Un altro aspetto cruciale è la gestione dei backup. Effettuare copie di sicurezza regolari del sito e poterle ripristinare con facilità in caso di problemi fa parte di una buona strategia di sicurezza complessiva.

Funzionalità di sicurezza a confronto

Entrambi i pannelli di controllo offrono funzionalità per mettere in sicurezza il proprio spazio web:

  • Gestione SSL: sia cPanel che Plesk consentono di installare certificati SSL/TLS e supportano soluzioni gratuite come Let’s Encrypt per criptare il traffico.
  • Protezione accessi: è possibile attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) per l’account amministrativo, aggiungendo un livello extra di sicurezza al login.
  • Firewall e IP blocking: cPanel include la funzione cPHulk (configurabile via WHM) per bloccare IP dopo tentativi multipli falliti, mentre Plesk integra Fail2Ban che svolge un compito simile a livello di pannello.
  • Antivirus e Malware scan: entrambi supportano plugin antivirus (ad esempio ClamAV su cPanel, estensioni come ImmunifyAV su Plesk) per analizzare file e email alla ricerca di malware.
  • Aggiornamenti software: Plesk può applicare automaticamente patch di sicurezza per applicazioni e componenti di sistema tramite i suoi update manager; con cPanel gli aggiornamenti di sistema sono generalmente gestiti dal sistema operativo o dall’admin del server.

In sintesi, sul fronte sicurezza Plesk offre out-of-the-box più strumenti (Fail2Ban, advisor, ecc.), mentre cPanel spesso richiede componenti aggiuntivi per raggiungere capacità simili. Ciò non significa che cPanel sia meno sicuro: con la giusta configurazione (eseguita dal provider o dall’amministratore di sistema) entrambi i pannelli possono garantire un elevato livello di protezione.

Backup e ripristino dei dati

La possibilità di creare e ripristinare backup con facilità varia leggermente tra cPanel e Plesk:

  • Backup in cPanel: offre una funzione di backup manuale dall’interfaccia utente. L’utente può scaricare un archivio completo del sito (file + database) oppure backup parziali (solo file o solo database). I backup possono essere creati in qualsiasi momento, ma la pianificazione automatica è generalmente gestita dal provider (ad esempio tramite script su WHM) o richiede plugin aggiuntivi.
  • Backup in Plesk: include un sistema di backup pianificato integrato. Dalla sezione Backup di Plesk è possibile impostare backup automatici (giornalieri, settimanali, ecc.) conservando un numero definito di copie. Il ripristino è molto intuitivo: basta selezionare il backup desiderato e avviare il restore (anche solo di singoli elementi, se necessario).

In generale entrambi i pannelli permettono di mettere al sicuro i propri dati, ma Plesk spicca per la comodità della gestione automatizzata dei backup. Va comunque notato che molti provider offrono soluzioni di backup esterne al pannello (snapshot, backup offsite, ecc.), indipendentemente che il piano usi cPanel o Plesk.

Prezzi e licenze

Sebbene l’utente di un hosting condiviso spesso non debba occuparsi direttamente delle licenze del pannello di controllo (se ne fa carico il provider), è utile conoscere le differenze di costo e licenza tra cPanel e Plesk.

Entrambi i pannelli non sono software gratuiti: richiedono l’acquisto di una licenza commerciale, il cui costo in genere è già incluso nel prezzo del piano hosting offerto al cliente finale.

Le politiche di licensing dei due prodotti differiscono sensibilmente. cPanel adotta un modello basato sul numero di account gestiti, mentre Plesk utilizza un modello basato sul numero di domini ospitati.

Queste differenze possono influenzare la convenienza per un provider in base al tipo di utilizzo (pochi account con molti domini vs molti account separati) e in alcuni casi possono riflettersi sul prezzo dei piani hosting.

Negli ultimi anni cPanel ha rivisto al rialzo i prezzi delle sue licenze, spingendo alcuni provider ad esplorare alternative; nonostante ciò rimane tuttora il pannello più diffuso sul mercato.

Licenza di cPanel: modello e costi

Il costo di cPanel viene calcolato in base al numero di account cPanel attivi sul server. L’attuale modello (introdotto nel 2019) prevede diversi tier di licenza:

  • Admin: fino a 5 account cPanel.
  • Pro: fino a 30 account.
  • Premier: fino a 100 account (oltre i 100 account si paga un extra per ogni account aggiuntivo).

Di conseguenza, un provider che ospita molti piccoli account separati sullo stesso server troverà la licenza cPanel sempre più onerosa man mano che cresce il numero di siti ospitati. Questo modello di pricing ha suscitato malumore tra alcuni operatori, soprattutto quelli che offrivano piani economici con tantissimi account per server.

Va detto però che per l’utente finale il costo della licenza è generalmente trasparente: viene semplicemente incluso nel canone del piano hosting, sebbene ciò possa rendere tali piani leggermente più costosi rispetto a soluzioni che impiegano pannelli alternativi.

Licenza di Plesk: modello e costi

Plesk adotta un modello di licenza basato sul numero di domini ospitati (anziché sugli account). Le edizioni tipiche di Plesk sono:

  • Web Admin: fino a 10 domini.
  • Web Pro: fino a 30 domini.
  • Web Host: domini illimitati (pensata per chi fornisce hosting a terzi).

In generale Plesk risulta leggermente più conveniente di cPanel per server che ospitano molti siti sotto un unico account (ad esempio il caso di un’agenzia con più siti di clienti).

Al crescere del numero di domini la licenza Plesk aumenta di costo passando ai tier superiori, ma non prevede costi aggiuntivi per account separati come accade con cPanel. Anche per Plesk la licenza è comunque compresa nel prezzo dei piani hosting offerti ai clienti finali, quindi l’impatto si nota soprattutto lato provider.

cPanel vs Plesk: quale scegliere?

Arrivati a questo punto, la domanda finale è: quale pannello di controllo conviene utilizzare? La risposta dipende dalle esigenze specifiche e dal contesto in cui ci si trova. Entrambi i pannelli offrono funzionalità complete e affidabilità, quindi in molti casi qualsiasi scelta garantirà un buon risultato. Tuttavia, ci sono situazioni in cui uno dei due può risultare più adatto.

In sintesi, cPanel tende a essere la scelta predefinita per chi utilizza hosting Linux e desidera un ambiente collaudato con interfaccia familiare e ampia comunità di supporto.

Di contro, Plesk può emergere come opzione ideale in scenari specifici (ad esempio in ambienti Windows o nella gestione integrata di numerosi siti WordPress) grazie alle sue estensioni e al design moderno.

Ad esempio, cPanel potrebbe essere preferito da chi cerca un ambiente standard comune a molti provider (facilitando eventuali migrazioni tra hosting), mentre Plesk offre vantaggi aggiuntivi a sviluppatori che intendono sfruttare strumenti integrati come Docker o Git.

Quando scegliere cPanel

Può essere consigliato optare per un hosting con cPanel nei seguenti casi:

  • Si utilizza un hosting Linux (la maggior parte dei casi) e si desidera un pannello standard, diffuso e ampliamente documentato.
  • Si è alle prime armi e si vuole usufruire di un’interfaccia consolidata, per la quale è facile trovare guide e tutorial online.
  • Si prevede di trasferire spesso i siti tra diversi provider: cPanel essendo uno standard de facto rende le migrazioni più semplici (molti hosting permettono di importare direttamente backup cPanel).
  • Si gestiscono rivendite di hosting o più account separati: l’accoppiata cPanel/WHM è pensata proprio per amministrare multi-account in modo efficiente.

Quando scegliere Plesk

Potrebbe avere senso preferire un hosting con Plesk nelle situazioni seguenti:

  • Si necessita di un hosting Windows per applicazioni ASP, .NET o altri ambienti Microsoft (Plesk è praticamente l’unica scelta di pannello in questi casi).
  • Si gestiscono molti siti web dallo stesso account e si vuole un’interfaccia unica per amministrarli facilmente (Plesk permette multi-sito nativamente in un singolo account utente).
  • Si è sviluppatori o utenti avanzati interessati a strumenti come Docker, Git e a un ambiente altamente estendibile direttamente dal pannello.
  • Si punta a una gestione centralizzata di più siti WordPress: il toolkit di Plesk offre funzionalità dedicate per aggiornare, clonare e mettere in sicurezza più installazioni WP da un unico cruscotto.

Domande frequenti (FAQ)

cPanel e Plesk sono gratuiti?

No, entrambi non sono gratuiti: cPanel e Plesk richiedono una licenza a pagamento.

Nel contesto di un hosting condiviso l’utente finale di solito non paga nulla di extra, poiché il costo della licenza è già incluso nel prezzo del piano offerto dal provider.

Su servizi come VPS o server dedicati, invece, può essere necessario acquistare separatamente la licenza se si desidera installare cPanel o Plesk.

È possibile passare da cPanel a Plesk (o viceversa)?

Non esiste un metodo di conversione diretta tra i due pannelli.

È comunque possibile migrare i siti da cPanel a Plesk (o viceversa) spostando manualmente i file del sito e i database, e riconfigurando gli account email sul nuovo server.

Plesk offre un tool di importazione che può aiutare a trasferire dati da cPanel in modo semi-automatico.

In generale conviene eseguire la migrazione in un periodo di basso traffico e verificare che tutto funzioni correttamente sul nuovo pannello prima di disattivare quello vecchio.

Quale tra cPanel e Plesk è più facile da usare?

Sono entrambi pannelli user-friendly con interfacce grafiche intuitive. Plesk ha un design più moderno e pulito che molti utenti alle prime armi trovano immediato, mentre cPanel è apprezzato per la sua semplicità “classica” e la grande disponibilità di guide online (grazie alla sua diffusione).

In definitiva la facilità d’uso è soggettiva: dopo un breve periodo di apprendimento, la maggior parte degli utenti riesce a utilizzare senza problemi sia cPanel che Plesk.

cPanel funziona su hosting Windows?

No, cPanel non è compatibile con Windows. Il pannello cPanel può essere installato solo su server Linux (ad esempio con sistemi AlmaLinux, CloudLinux, Ubuntu, ecc.).

Per ambienti Windows la scelta ricade tipicamente su Plesk (oppure sull’uso di strumenti Microsoft nativi), in quanto Plesk è progettato per funzionare anche su Windows Server.

Quale pannello di controllo è migliore per WordPress?

Entrambi i pannelli permettono di ospitare senza problemi siti WordPress (o altri CMS).

Plesk offre un vantaggio con il suo WordPress Toolkit integrato, che semplifica operazioni come aggiornamenti, clonazione e messa in sicurezza di WordPress direttamente dal pannello.

cPanel invece non include nativamente un tool equivalente (esiste una versione di WordPress Toolkit acquistabile a parte), ma consente comunque di installare e gestire WordPress tramite installer come Softaculous e di mantenerlo aggiornato con procedure manuali o plugin di terze parti.

In sintesi, Plesk offre più facilitazioni specifiche per WordPress, ma in termini di pura capacità di ospitare siti WordPress entrambi vanno bene.

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